Cosa fa un MC nel 2025? Sicuramente esce poco, per vari – e ovvi – motivi. Resta aggrappato al mondo solo grazie ai sottili fili dei social. Si aggira insoddisfatto in stato semi-depressivo, in attesa di qualcosa. Qualcosa di grosso. Ai limiti dell’Utopico. Una Nuova Era. Me lo immagino così l’MC – il ‘vero’ MC – del 2025. Amante di un genere ascoltato a livello globale – e altrettanto globalmente travisato – nel quale non si riconosce più. Un genere nel quale, comunque, non può non ricercarsi, aspettando il sole (sorgere da una discarica).
fumo un po’, sposto via la tenda/io non lascio un’altra volta lo sconforto che mi prenda (Day after Day)
Maury B, sull’onda lunga di The Legacy – album che ha aperto un nuovo ciclo creativo per il rapper torinese -, sancisce ‘ufficialmente’ il sodalizio con Dj Douglas pubblicando Nuova Era. L’immagine lucida e spietatamente realistica della vita di un MC.
Nuova Era: Maury B, Dj Douglas e ‘poche tristi verità’
Nuova Era è, innanzitutto, un disco profondamente ‘classico’. Parola abusata, certo. Che non equivale ad una questione di ‘merito’ quanto piuttosto ad una questione di ‘gusto’. E il gusto ‘classico’, più che un’estetica definita e definibile, rappresenta un approccio, una predisposizione
Di ‘classico’, in Nuova Era, ci sono soprattutto i cuts di Dj Douglas. Un ‘musicista del piatto’ (per usare le parole di Dj Skizo) che, facendo di una disciplina quasi osteggiata un punto di forza dei suoi beat, arricchisce e ‘colora’ con quella pennellata in più le atmosfere del disco. Ci sono le rime e l’utilizzo che ne fa Maury, che ce le sputa in faccia senza troppi filtri. C’è questa energia istintiva nella composizione del testo che, riallacciandosi all’approccio nudo e crudo degli anni 90, riesce a ‘funzionare’ – con una forza maggiore – oggi.
Oggi, che il rap è finalmente stato accettato (assimilato) e compreso, ci si può campare dignitosamente. Queste le ‘poche tristi verità’ che Maury B ha a disposizione. Mettersi in rima senza mettersi in mostra: cercare di vendere la propria Arte senza vendersi l’anima. Ed ecco perché il disco si apre con Outside: come viverci, restando ‘vivi’. L’eterno problema dell’Arte e il Mercato, l’equilibrio sottile tra la ricerca e la necessità, l’eccezione e la routine. E, nella zona grigia in mezzo, ci muoviamo tutti. Maury, dal canto suo, ci parla da veterano. Da reduce, eppure – e proprio per questo – da leggenda:
Sono spuntato di nuovo dal nulla/ma se hai bisogno chiedi a me – come ad Aranzulla/siamo fuori per il cash – mica per la gloria/e in ‘sta faccenda abbiamo fatto anche la Storia/sono Outside…
“Qui c’è rabbia perché c’è fame”
Nuova Era si muove tra due estremi, due poli ‘canonici’ nell’Hip Hop. Lato intimo e lato ‘street’ si fondano senza contrapporsi, ma sorreggendo – anzi – uno i punti deboli dell’altro. Le caratteristiche del rap da freestyle bilanciano quelle del rap conscious.
Così troviamo un insieme di pezzi più ‘intimi’ – e sono la maggioranza – come Se queste strade e Money Dreams, con quel ritornello (interpretato con la chiave giusta da Barbie G) e quel flow – preciso e tagliente -, dal quale emergono versi di estrema lucidità:
Fanc*lo Cocaina. Compriamo Arte/Noi in queste strade-frate abbiam buttato il sangue
Popolare in queste – strade popolari/dove impari la sconfitta come il senso degli affari
e un insieme di pezzi più propriamente ‘di stile’, come Gioia Tauro, un club-bangerz con un beat malato, ‘alla Madlib’, in feat con Crabees e Inoki; Day after day, Era solo questo (insieme a Vacca, autore di una bellissima strofa) e God damn (con Brenno Itani) altro pezzo nel quale esce tutta la capacità da liricista di Maury:
“Stanno fumando le bottiglie giù nel sottoscala/stanno spacciando in quel parchetto e sparano Bengala/la notte è fredda in una stanza di periferia/le luci sono spente e anche i controlli della polizia/la notte è nera scendo con un’arma bianca/di tutto avrei pensato tranne vivere abbastanza…”
Nuova Era!
Chiude la raccolta Nuova Era, la title-track. Brano evocativo, quasi marziale. Il brano che, maggiormente, ci dà un’immagine vivida di Maury. Del suo rap, e della sua vita. Un frame strappato al naturale procedere degli eventi:
Abbiamo visto il sangue, la vendetta, la follia/vissuto come zombie chiusi in periferia/negli occhi c’era un sogno oltre questa fobia/c’era un piano immaginario adesso è come profezia
Abbiamo visto il piombo, il fango, in carestia/la guerra tra la specie questa è l’epidemia/non c’è bastata la minaccia di una pandemia/c’è bisogno di una svolta: Nuova Era. Nuova Via
Il richiamo alla consapevolezza, il ritorno alla realtà. Maury B ci lancia le sue rime – classiche, sì, per qualcuno anacronistiche – lanciandoci una sfida. Il rap può essere ancora un genere di contestazione? Può ancora rappresentare realmente un’alternativa?
“Boom-Bap: 2.0/col diavolo nel corpo e troppa luce nel pensiero”.
Una risposta, chiaramente, non c’è. La risposta la si crea. Diversa ad ogni ascolto. E questa, in effetti, è la magia del rap.